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Domande frequenti

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Quali sono i requisiti ordinari per andare in pensione?

In Italia si può accedere al pensionamento in diversi modi, i due più frequenti sono la pensione di vecchiaia (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo ) e la pensione anticipata (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo ).

La pensione di vecchiaia si consegue sulla base di almeno 20 anni di contributi all’età di 67 mesi (sia per gli uomini sia per le donne).

La pensione anticipata si consegue indipendentemente dall’età e l’unico fattore da tenere in considerazione sono i contributi: gli uomini possono andare in pensione a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi; le donne invece maturano il diritto alla pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi. A questi vanno aggiunti 3 mesi di cosiddetta "finestra d'attesa".

Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di aiuto per effettuare la domanda di pensione vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Ci sono delle possibilità per anticipare il conseguimento della pensione di vecchiaia?

Sono ancora in vigore delle deroghe (previste dalla legge Amato del 1992) che consentono di andare in pensione anticipatamente solo a lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore privato (iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti): gli invalidi all’80% ad esempio possono andare in pensione fino a 5 anni prima per quanto riguarda gli uomini e fino a 10 anni prima per quanto riguarda le donne.
Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di un aiuto per fare l’eventuale domanda passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

È possibile prendere la pensione anticipata con requisiti ridotti rispetto ai 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne)?

Sì, ci sono diverse eccezioni.

  1. Opzione donna: le lavoratrici che entro il 2018 hanno maturato almeno 35 anni di contributi e che hanno compiuto 58 anni di età (lavoratrici dipendenti) o 59 anni di età (lavoratrici autonome) possono accedere alla pensione di anzianità, che sarà calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.

  2. I lavoratori impegnati in attività usuranti possono accendere alla pensione anticipata con dei requisiti più favorevoli: aver conseguito almeno 35 anni di contributi e avere almeno un’età anagrafica di 61 anni e 7 mesi. Inoltre, questi due requisiti minimi, dovranno essere sommati e raggiungere la quota di 97,6 (97,7 mesi). Questi valori possono differire fra lavoratori autonomi, dipendenti o turnisti notturni: per i singoli casi consulta la tabella.

  3. I cosiddetti lavoratori precoci (ovvero coloro che hanno versato 12 mesi di contributi prima del 19esimo anno di età) possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi a prescindere dall’età (cui vanno sommati i 3 mesi di cosiddetta "finestra d'attesa").

Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di aiuto per effettuare la domanda di pensione vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Per andare in pensione servono sempre e comunque almeno 20 anni di contributi?

Ci sono delle eccezioni. Possono andare in pensione con solo 15 anni di contributi i lavoratori dipendenti e gli autonomi che avevano già maturato 15 anni di contributi al 31/12/1992 e chi entro questa stessa data era già stato autorizzato a versare volontariamente i contributi.
Inoltre possono andare in pensione con solo 15 anni di contributi quei lavoratori dipendenti che hanno il primo contributo accreditato almeno 25 anni prima della decorrenza del pensionamento, ma non solo, questi stessi lavoratori dovranno aver lavorato per almeno 10 anni (anche non consecutivi) per periodi necessariamente inferiori a 52 settimane l’anno.
Per qualsiasi verifica della tua situazione contributiva passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Sono un lavoratore edile di 65 anni e ad oggi ho versato 35 anni di contribuzione: posso accedere alla pensione con Quota 100, visto che 65 + 35 fa 100?

Purtroppo no, non potrai accedere alla pensione con la cosiddetta Quota 100, in quanto per accedere a questo trattamento previdenziale il requisito non è dato dalla somma dell’età più i periodi di contribuzione ma da questi requisiti minimi:
avere almeno 62 anni d’età e 38 anni di contribuzione (di cui 35 validi per la pensione d’anzianità).
Per qualsiasi dubbio passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua, faremo subito una verifica sulla tua situazione pensionistica!

Sono un lavoratore e compirò 62 anni il 31/12/2021, quando avrò 39 anni di contributi. Visto che Quota 100 durerà fino al 31/12/2021, potrò andare in pensione con questa normativa e se sì, quando?

Sì. In base alla normativa attuale, se compirai 62 anni d’età entro il 31/12/2021 e avrai maturato almeno 38 anni di contribuzione, di cui 35 anni valevoli per la pensione d’anzianità, potrai accedere alla pensione sfruttando la cosiddetta Quota 100.
La prima decorrenza utile alla pensione sarà il:
• 1 aprile 2022 se sei un lavoratore privato o autonomo
• 1 luglio 2022 se sei un lavoratore pubblico
Per verificare al meglio la sua situazione ti invitiamo comunque a passare a trovarci in una delle nostre sedi.

Ho sentito dire che con l’APE sociale posso andare in pensione prima. È vero? Di cosa si tratta?

L’APE sociale non è una vera e propria pensione: si tratta di un’indennità erogata direttamente dall’INPS (pari all’importo della pensione maturata al momento della richiesta, per un massimo di 1.500 euro lordi al mese) che verrà corrisposta per 12 mensilità l’anno e fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Possono usufruire di quest’indennità i soggetti che si trovano in particolari condizioni e che faranno domanda entro e non oltre il 30 novembre 2019: per approfondire consulta la nostra scheda o vieni a trovarci in una delle nostre sedi.

Come faccio a sapere quanto prenderò di pensione?

L’importo della pensione varia a seconda del sistema di calcolo applicabile, in Italia ne abbiamo due: il sistema retributivo e il sistema contributivo. Calcolare l’importo presunto della pensione richiede l’acquisizione completa dei dati retributivi e assicurativi dell'intera vita lavorativa. Se vuoi avere un’idea di quanto prenderai vieni a trovarci in una delle nostre sedi, ti forniremo tutta l’assistenza necessaria.

Come faccio a sapere se la pensione che prendo è stata calcolata in modo corretto? Posso prendere qualche soldo in più?

Calcolare la pensione non è una cosa semplice, a seconda della vita lavorativa i fattori da tenere in considerazione sono molti e variano da persona a persona. Per essere sicuro che l’importo della tua pensione sia corretto passa a trovarci in una delle nostre sedi: porta il provvedimento di liquidazione della pensione e controlleremo tutto. Potremmo anche scoprire che hai diritto a qualcosa in più.

Ancora non ho ricevuto la quattordicesima: prendo una pensione netta di 1000 € mensili e non ho altri redditi, ho compiuto 64 anni al febbraio, cosa devo fare per riceverla?

Per aver diritto alla quattordicesima si prende a riferimento il reddito personale lordo: percependo 1.000€ netti al mese presumo che superi il limite di reddito per aver diritto alla quattordicesima.
Per una verifica completa del caso consigliamo di rivolgersi alla sede Spi Cgil più vicina. Ci raccomandiamo, in caso non foste iscritti al sindacato, di portare il cedolino di pensione per accertare se si ha diritto alla quattordicesima ed eventualmente fare la domanda da inoltrare tramite il Patronato Inca Cgil all’INPS. Ci occuperemo noi di svolgere tutta l’operazione insieme

Mia madre è invalida e percepisce la pensione di reversibilità di mio padre, mi hanno detto che può percepire l’assegno familiare, corrisponde al vero?

Ai titolari di pensione ai superstiti del fondo lavoratori dipendenti (categoria della pensione SO) se riconosciuti come inabili o invalidi spetta la corresponsione dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF). Quindi la risposta alla domanda è sì.
Inoltre, si può richiedere la retrodatazione dell’assegno familiare alla data di riconoscimento dello stato d’inabilità ma non oltre 5 anni dalla data della domanda. Per qualsiasi chiarimento consigliamo di passare presso una delle sedi Spi Cgil per una verifica più approfondita del caso.

Percepisco una pensione da lavoro (30 anni di lavoro) di 960 € lordi, ho 65 anni, l’anno scorso mi hanno pagato la quattordicesima, quest’anno ancora no. Mi aspetta ancora? Cosa devo fare per riceverla?

In base alle informazioni fornite, se non hai altri redditi (fatta eccezione per la casa d’abitazione e per indennità d’accompagnamento che non si computano ai fini del diritto alla prestazione), hai diritto alla quattordicesima per un importo pari a 504 €.
Passa a trovarci alla sede Spi Cgil più vicina per fare la domanda da inoltrare tramite il Patronato Inca Cgil all’INPS.

Nel mese di agosto ho avuto una trattenuta sulla pensione. A cosa può essere dovuto?

Da quello che ci hai descritto, probabilmente quest’anno hai trasmesso all’Agenzia delle Entrate il modello della dichiarazione dei redditi (mod. 730) e quelle trattenute si riferiscono al saldo/acconto dell’imposta Irpef (tasse).
Per una verifica più precisa ti chiediamo di passare a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina munito del Modello 730 che hai compilato.

Nel mese di gennaio di quest’anno ho preso meno soldi rispetto ai mesi scorsi, potrei sapere il motivo e a chi rivolgermi per capirne di più?

Da quel che dici potrebbe essere un conguaglio fiscale Irpef, per una verifica più approfondita vieni a trovarci presso la sede Spi Cgil più vicina a casa tua portando i cedolini di pensione.

Sono una pensionata di 70 anni, ho una pensione di circa 500€ lordi al mese, mio marito ha 72 anni e percepisce una pensione di 700€ al mese. È possibile avere un aumento della mia pensione? A chi devo rivolgermi?

Se tu e tuo marito non possedete altri redditi, avete diritto alla quattordicesima. Venite a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina per fare la domanda da inoltrare tramite il Patronato Inca Cgil all’INPS e riceverla il prima possibile.

Sono titolare di una pensione da lavoro dipendente e percepisco 700 € lordi al mese. Sono vedova e mio marito percepiva una pensione da lavoro di circa 800 € lordi mensili: quanto prenderò della pensione di mio marito?

La pensione di reversibilità è pari al 60% di quanto prendeva il defunto: in questo caso parliamo di 480 € mensili; se non hai altri redditi la tua pensione sarà integrata al trattamento minimo fino a raggiungere 513,01 € mensili. Se hai bisogno di aiuto per compilare e inoltrare la domanda per il trattamento minimo vieni a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina, ci occuperemo di tutto noi.

Ho 65 anni e percepisco una pensione di vecchiaia di 200 € mensili, ho lavorato per 10 anni e poi ho fatto i versamenti volontari. Mio marito percepisce una pensione di 1.800 € mensili, non abbiamo altri redditi, secondo voi è corretto quello che prendo?

In base a quanto dichiarato, hai diritto a percepire altri 252 € di integrazione al trattamento minimo. Inoltre, dato che hai già compiuto 64 anni, ti spetta anche la quattordicesima (circa 437 € in più all’anno). Se hai bisogno di aiuto per inoltrare la richiesta all’INPS, vieni nella sede Spi Cgil più vicina, controlleremo anche se ti spettano degli arretrati.

Mi hanno revocato la quattordicesima perché non ho inviato il RED per l'anno 2014. Chiedo cosa si può fare?

Ai sensi dell’art. 13, comma 6, lettera c) della legge n. 122/2010, l’omessa comunicazione dei dati reddituali all’Inps comporta la sospensione delle prestazioni collegate al reddito. Se non si provvede a presentare la comunicazione entro 60 giorni dalla sospensione, l’Inps procede alla revoca e al recupero della prestazione. Per questo non hai ricevuto la quattordicesima. Non aspettare un giorno di più e vieni nella sede Spi Cgil più vicina per verificare l’accaduto e inoltrare all’INPS la domanda di ricostituzione reddituale tramite il Patronato Inca della Cgil.

Vorrei sapere se ho diritto alla quattordicesima. Ho due pensioni, una VO (di vecchiaia) e una SO (di reversibilità), che assieme ammontano a 1.004 € al mese. Oltre alle pensioni non ho nessun altro reddito. Posso avere la quattordicesima?

Per aver diritto alla quattordicesima si prende a riferimento il reddito personale lordo. Pertanto se i 1004 euro sono al lordo dell’imposizione fiscale ne hai diritto, mentre se sono al netto delle ritenute fiscali probabilmente il limite di reddito risulterà superato e conseguentemente non ne avrai diritto. Potresti però avere diritto a qualche prestazione non richiesta: ti suggeriamo pertanto, per una verifica più precisa della situazione pensionistica, di rivolgerti alla sede Spi Cgil più vicina.

Non capisco perché non mi è stata pagata a luglio la quattordicesima. Potreste fornirmi qualche chiarimento?

Ai soggetti che diventano titolari di pensione nel corso dell’anno la quattordicesima mensilità non viene corrisposta nel mese di luglio bensì nel mese di dicembre (per tanti dodicesimi quanti sono i mesi di godimento della pensione, ad es. per una decorrenza da febbraio i dodicesimi saranno 11).
Inoltre la quattordicesima viene pagata nel mese di dicembre ai soggetti che perfezionano il requisito anagrafico di 64 anni nel secondo semestre (da luglio in poi).

Ho lavorato e ho maturato 750 contributi settimanali utili per la pensione di vecchiaia, però al momento percepisco solo un assegno sociale che dal novembre 2015 (ricostituzione anticipo età per gli anni di contributi versati) è di 643 euro. Posso chiedere la pensione di vecchiaia per i contributi versati? Quale delle due pensioni è più conveniente?

Purtroppo 750 contributi settimanali non sono sufficienti per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, che si perfeziona con almeno 1.040 contributi settimanali (20 anni), a eccezione dei lavoratori che rientrano nella deroga prevista dal decreto legislativo 503/92, per i quali sono sufficienti ancora i 15 anni (780 settimane). Per quanto riguarda la convenienza tra la pensione di vecchiaia e l’assegno sociale, possiamo solo dire che sulla pensione di vecchiaia ti sarebbe potuta spettare in più - oltre alle eventuali maggiorazioni - anche la quattordicesima mensilità. Per sicurezza vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua in modo da poter controllare tutto nel dettaglio.

Sento sempre parlare di rivalutazione delle pensioni ma sono anni che la mia pensione è sempre la stessa. Ho letto che da Gennaio 2019 noi pensionati avremo qualche euro in più. È vero?

I trattamenti pensionistici di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo (poco più di 1.500 euro mensili) hanno subito, per gli anni 2012 e 2013, il blocco totale della rivalutazione per effetto della legge Fornero. Inoltre, dal 2014 al 2018, per effetto di una norma transitoria, le pensioni sono state rivalutate sulla base di una percentuale decrescente a seconda dell’importo complessivo dei trattamenti di pensione goduti dal pensionato. In particolare le pensioni di importo superiore a sei volte il trattamento minimo (poco più di 3.000 euro lordi mensili) sono state rivalutate solo del 45% dell’indice di rivalutazione rilevato dall’Istat sulla base dell’adeguamento al costo della vita. Infine va aggiunto che a causa della crisi, l’adeguamento del costo della vita rilevato dall’Istat e il conseguente tasso di perequazione negli ultimi anni è stato quasi nullo (0,2% nel 2015 rispetto al 2014; 0% nel 2016 e nel 2017; 1,1% nel 2018). Ecco quindi il motivo per cui l’importo della tua pensione in questi anni è rimasto quasi lo stesso. Nel 2019, sarebbe dovuta essere applicata la legge 388/2000, conseguentemente i trattamenti di pensione sarebbero stati rivalutati sulla base delle fasce di importo. Ciò vuol dire che la pensione sarebbe stata perequata con l’attribuzione dell’indice di rivalutazione rilevato dall’Istat in misura piena, quindi del 100%, sulla fascia di importo fino a 3 volte il trattamento minimo; del 90% sulla fascia di importo compresa tra 3 e 5 volte il trattamento minimo e del 75% sulla fascia di importo superiore a 5 volte il trattamento minimo. Invece, purtroppo, l'attuale Governo non ha rispettato gli accordi sottoscritti tra sindacati e Governo precedente e ha modificato il meccanismo di perequazione, penalizzando i pensionati rispetto a quello che avrebbero dovuto percepire.
Per qualsiasi verifica della tua situazione passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Uno dei miei genitori è ricoverato in una struttura residenziale: deve pagare comunque IMU e TASI?

Non è detto, ci sono delle eccezioni: la legislazione prevede che è il comune a dover specificare nel regolamento IMU - TASI che l’abitazione del ricoverato è esente dal versamento della imposta. Ti consigliamo di verificare al più presto presso il comune di residenza se in tale regolamento è prevista l'esenzione.

Posso donare l'8, il 5 o il 2 per mille anche se non devo presentare la dichiarazione dei redditi?

Sì, la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef può essere utilizzata anche in caso di esonero dalla presentazione del modello Redditi. In tale ipotesi, la scheda deve essere presentata, in busta chiusa, entro il termine di trasmissione della dichiarazione. Per saperne di più su come fare leggi questo articolo.

Entro quale limite è ammessa la detrazione delle spese per gli addetti all’assistenza personale (badanti, collaboratrici domestiche, etc.)?

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, danno diritto a una detrazione Irpef nella misura del 19%.
Tuttavia, è possibile fruire del beneficio solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.
Per qualsiasi dubbio non esitare e passa a trovarci presso la sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Gli invalidi e i disabili devono pagare il bollo dell'auto?

No, i disabili e chiunque abbia una qualsiasi forma di invalidità motoria permanente può ottenere l'esenzione. Ad ogni modo ci sono delle condizioni da rispettare: leggi qui per saperne di più.

Rientrano nella detrazione Irpef anche le spese sostenute per un abbonamento al trasporto pubblico regionale?

Certo che sì. Con la legge di bilancio è stata reintrodotta la detrazione Irpef del 19% relativa alle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico, per un importo non superiore a 250 euro. L’agevolazione, che si riapplica a partire dal 1° gennaio 2018, vale sia per gli abbonamenti al trasporto locale sia per quelli al trasporto regionale, oltre che interregionale.

Chi può richiedere il Prestito Ipotecario Vitalizio?

Possono richiedere il Prestito Ipotecario Vitalizio tutte le persone fisiche che abbiano compiuto 60 anni di età e abbiano un immobile destinato a civile abitazione.
Se tali persone fisiche sono coniugate o conviventi more uxorio da almeno 5 anni nel suddetto immobile, il relativo contratto di finanziamento deve essere sottoscritto da entrambi, anche se l’immobile è di uno solo, a condizione, però, che anche l’altro partner abbia compiuto 60 anni di età.

Le spese veterinarie sono detraibili? In caso, ci rientrano anche quelle sostenute per l'acquisto dei medicinali destinati alla cura dell’animale?

Sì, sono detraibili fino a un importo massimo di 387,40 euro, e ci rientrano anche quelle relative all’acquisto di medicinali specifici prescritti dal veterinario.

È previsto un limite di spesa per la detrazione relativa ai servizi di interpretariato delle persone sorde?

Il Tuir prevede un detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute cui non è previsto un limite di spesa, pertanto la detrazione può essere calcolata sull’intero costo sostenuto e documentato.

Sono un pensionato residente all'estero ma ho una casa di proprietà in Italia. Devo pagare l'IMU?

Dipende. Per gli anziani italiani residenti all'estero l'immobile in Italia si può considerare Abitazione principale (e quindi esente IMU) solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.
Se si è pensionati in Italia ma si risiede all'estero, non è possibile considerare l'immobile come abitazione principale (e quindi sarà necessario pagare l'IMU).

Come faccio a disdire l’abbonamento RAI per l’intero anno visto che entro il 31 dicembre non ero ancora intestatario di alcuna utenza?

Per risultare esenti dal Canone RAI non conta il fatto di avere o meno intestata una bolletta elettrica, a rilevare è il fatto di non avere il televisore, oppure avere l’abbonamento addebitato su un’altra bolletta. Questo è valido sia per i residenti in Italia sia per i residenti all'estero. Inoltre sono esentati anche gli ultra 75enni con un reddito familiare annuo inferiore a 6.713 euro.

Ho fatto domanda per il riconoscimento della non
autosufficienza di mio padre, se venisse riconosciuta a cosa avrebbe diritto?

Se riconosciuta dal verbale la situazione di handicap grave ed è sbarrata la voce "handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 104/92" l’anziano potrebbe avere diritto all’indennità di accompagnamento.
Se la sua non autosufficienza verrà riconosciuta come permanente (in base alla legge 104 ) avrà diritto a un’indennità economica mensile di 516,35 €. Qualora venisse ricoverato all’interno di una struttura residenziale, la somma dell’assegno di indennità dovrà essere destinata a coprire parte della quota alberghiera della struttura.
Per qualsiasi tipo di chiarimento passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Come faccio per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile?

Il riconoscimento avviene a seguito di una visita delle commissioni competenti che accerta il livello di invalidità del soggetto e rilascia un verbale con la percentuale di invalidità. A seconda del risultato (che potrà variare dal solo riconoscimento di handicap al riconoscimento di invalidità totale) si potrà ottenere l’indennità di accompagnamento.
Se hai bisogno di aiuto per fare domanda passa a trovarci nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

La vaccinazione per l’influenza stagionale è gratuita?

Previa richiesta è gratuita per gli ultrasessantacinquenni. In caso di particolari patologie è gratuita anche al di sotto dei 65.

Chi è esentato dal pagamento del Ticket sanitario? E come si ottiene l’esenzione?

Portatori di determinate patologie, invalidi, bambini, anziani, disoccupati e pensionati che non superano determinati limiti di reddito sono esentati dal pagamento del ticket sanitario.
Sarà direttamente il medico di base a specificare su un'eventuale ricetta il diritto all'esenzione.

Mi capita spesso di avere acidità di stomaco, cosa posso fare?

Quando dallo stomaco arrivano sintomi fastidiosi come bruciore, pesantezza digestiva, eruttazioni sgradevoli, è opportuno prima di tutto modificare alcuni aspetti del proprio modo di mangiare.
La prima cosa da fare è (re)imparare a masticare. Masticate con cura ogni boccone per almeno trenta volte.
Ci sono anche degli alimenti che aiutano a lenire il dolore o particolarmente digeribili, come la ricotta, la carota o i cavoli. Anche la camomilla ha eccellenti proprietà antinfiammatorie e un buon infuso è indispensabile nelle gastriti.

Cosa posso fare per prevenire l'artrosi?

Una dieta ricca di alimenti protettivi come frutta fresca e verdure crude ritarda l’invecchiamento dell’organismo e protegge, tra l’altro, anche l’integrità delle articolazioni. Una pianta utile è la Boswellia serrata di cui sono poco note le proprietà antinfiammatorio e antidolorifiche.

Soffro di anemia, devo mangiare più carne?

La scarsa presenza nel sangue di globuli rossi o di emoglobina va sempre valutata assieme al medico. Sebbene la carne contenga ferro facilmente assimilabile, un consumo giornaliero di questo alimento è sconsigliabile, soprattutto per prevenire le malattie croniche e degenerative.
È bene sapere che i cereali integrali contengono più ferro di quelli raffinati e che i legumi e i semi oleosi (come noci e mandorle) sono alimenti che racchiudono ferro in quantità significative. Anche il prezzemolo è una vera e propria miniera di vitamine e di molti minerali, compreso il ferro.

Qual è la dieta più adatta per un diabetico?

Una dieta basata sostanzialmente sui vegetali, con abbondanza di frutta e verdure fresche e cereali integrali, ricchi di fibre e di altri nutrienti protettivi, è molto efficace nella prevenzione della malattia diabetica.
Oltre ai cereali integrali, i legumi sono tra gli alimenti più indicati per l’alimentazione del diabetico. Contengono il 12-14% di fibre e i loro amidi sono assimilati più lentamente di quelli dei cereali perché contengono fitati e altre sostanze antinutrizionali che ne rallentano la digestione. Per questo, la loro presenza nel pasto limita l’innalzamento della glicemia.
Da non dimenticare la cipolla e l’aglio, che riducono la glicemia e proteggono i vasi sanguigni del diabetico.

Avete qualche consiglio per chi soffre di insonnia?

La digestione e l’assimilazione del cibo, se eccessivamente laboriosi, non sono quasi mai compatibili con un buon riposo. Di conseguenza, la cena dovrebbe essere il pasto meno abbondante della giornata. Evitate quindi di consumare alimenti troppo salati o cibi che contengono grassi animali cotti a lungo, fritti, oppure molto speziati.
Può aiutare a dormire meglio un bicchiere di latte prima di coricarsi. Si tratta infatti di un alimento ricco di triptofano, un aminoacido utilizzato dal cervello per produrre la serotonina, un vero e proprio ormone che garantisce una certa serenità e tranquillità d’animo e quindi un sonno migliore.

Soffro di stitichezza: come posso rimediare?

È chiaro a tutti che la soluzione non è quella di consumare giornalmente dei purganti, sia pure di tipo vegetale.
È invece fondamentale che la dieta garantisca un apporto giornaliero di fibre (cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta, verdure), che contribuiscono ad aumentare il volume delle feci, le rendono morbide e facilmente eliminabili. Non solo. Le fibre e gli alimenti vegetali che le contengono mantengono l’equilibrio della flora batterica intestinale, che a sua volta gioca un ruolo importante nel regolare il normale funzionamento dell’apparato digerente.

Ho una pensione INPS e però risiedo all’estero. Posso riceverla direttamente nel Paese in cui mi trovo?

Sì, certo. Ma fai attenzione: non in tutti i Paesi è possibile riceverla direttamente sul proprio conto corrente bancario: dipende dalle leggi dello Stato in cui ti trovi. In certi casi, la Banca utilizzata dall’INPS ricorre alle nostre strutture consolari o ad istituti di transazione economica.

Una volta ottenuta la mia pensione INPS, se risiedo all’estero cosa devo fare?

Ogni anno l’INPS – attraverso la Banca che ha scelto per erogare le pensioni – chiede a tutti i pensionati italiani residenti all’estero la Certificazione di Esistenza in Vita (CEV). Ti arriverà un modulo al tuo indirizzo di residenza: va compilato e fatto certificare da un’autorità locale. Quindi, va spedito alla Banca segnalata dall’INPS. I nostri sportelli di patronato INCA non possono certificare quel modulo, ma possono aiutarti in tutte le operazioni necessarie, anche nell’invio che dovrai fare. Fai attenzione: è importante farlo ogni anno entro le scadenze che l’INPS comunica, altrimenti – dopo una fase di sollecito – l’INPS farà sospendere il pagamento della tua pensione!

La mia pensione INPS – che ricevo risiedendo all’estero – ha delle maggiorazioni o delle prestazioni collegate al mio reddito: devo dichiaralo all’INPS?

Assolutamente sì. Ogni anno, i pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito hanno l'obbligo di dichiarare all'INPS i propri redditi (cosiddetta “Campagna RED Estero”). Questo può essere fatto attraverso l’autocertificazione e la compilazione di un modulo online: i nostri sportelli di patronato possono aiutarti nell’intera operazione! Fai attenzione: l’INPS non invia lettere per richiedere il tuo RED, ma ti invierà un sollecito qualora tu non l’abbia fatto nei tempi stabiliti. Se non lo farai neanche dopo il sollecito, l’INPS farà sospendere il pagamento della tua pensione!

Se risiedo all’estero, a chi devo pagare le tasse sulla mia pensione, all’Italia o al Paese in cui mi trovo?

Dipende. Innanzi tutto, dipende da dove hai stabilito la tua residenza fiscale. In ogni caso, esistono le “Convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale”, che impediscono di farti pagare le stesse tasse in entrambi i paesi; queste però non ci sono con tutti i Paesi e talvolta cambiano di Stato in Stato. Naturalmente altre fonti di reddito, così come ad esempio la proprietà di una casa o di altri immobili, sono soggetti alla consueta tassazione locale. Puoi chiedere agli sportelli INCA cosa prevede l’eventuale “convenzione” tra l’Italia e il tuo nuovo Paese di residenza e come devi comportarti per non correre il rischio di non pagare le tasse o pagarle magari due volte.

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