La vera transizione ecologica deve fondarsi su strumenti capaci di democratizzare l'accesso alle fonti pulite, trasformando la risposta alla povertà energetica da misura assistenziale a leva di rafforzamento comunitario. Il Reddito Energetico Nazionale rappresenta una svolta strutturale: consentendo l'installazione gratuita di impianti fotovoltaici sui tetti delle famiglie indigenti, permette di trasformare i consumatori vulnerabili in autoproduttori di energia.
Una vera e propria rivoluzione sociale ed ambientale. Tuttavia, per essere realmente efficace, la misura va potenziata superando la sola fornitura dei pannelli. È indispensabile estendere il contributo all'integrazione di sistemi di accumulo e di pompe di calore per coprire anche i fabbisogni termici. A questo strumento si deve affiancare lo sviluppo capillare delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS). Sfruttando le superfici di edifici pubblici come scuole e palestre comunali, le CERS consentono di condividere l'energia generata a livello locale, destinando la quota in eccesso al sostegno diretto dei residenti vulnerabili e degli anziani soli del quartiere.
L'integrazione tra Reddito Energetico e CERS permetterebbe così di abbattere permanentemente le bollette, contrastare la povertà energetica nascosta e costruire un modello distribuito che affranchi i cittadini dalla dipendenza dai combustibili fossili.